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In questa calda giornata d’inizio estate mi ritrovo nella natura selvaggia e incontaminata dei verdi Pirenei; la cascata dell’Ars scorre a due passi da me.

All’ombra di un grande faggio chiudo gli occhi e per un attimo sono di nuovo a casa.

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Sono di nuovo in Umbria, la mia terra, chiamata anche il “cuore verde d’Italia” per le sue dolci colline verdeggianti. I grandi campi di girasoli e di balle di fieno ai piedi delle colline regalano paesaggi da cartolina incorniciano borghi medievali dove il tempo sembra essersi fermato.

A quest’ora, nelle calde giornate d’estate, il mio paese sta dormendo, si sentono solo il canto dei grilli e il suono solenne delle campane. Ma tra poco l’aria rinfrescherà e il bar della piazza tornerà a riempirsi di anziani che giocano a carte e di giovani che scambiano quattro chiacchiere davanti ad uno Spritz. Di sera tutti si ritroveranno a mangiare bruschette e torte al testo nelle piccole sagre di Paese. Le orchestre con fisarmoniche inviteranno i paesani a ballare e a far festa fino a tarda notte a suon di musica folk.

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Apro gli occhi. Si è fatto tardi, è ora di rimettersi in viaggio per Toulouse.

Sono arrivata qui 5 mesi fa, in una fredda giornata di Gennaio con una valigia piena di entusiasmo e paure.

Presto è arrivata la pioggia, tanta, e poco dopo la città si è tinta di bianco sotto un soffice strato di neve.

Le giornate scorrevano lente e monotone: cercare una casa, un lavoro, studiare il francese …Le frequenti chiamate su Skype di genitori, fratello, amici erano l’appuntamento fisso ed imperdibile della giornata. La nostalgia di casa era in alcuni giorni più forte che in altri. Arrivata a Toulouse per questioni di cuore mi chiedevo ogni giorno…“è davvero questo il mio posto?”

Ma, dopo un lungo inverno, la primavera bussava ormai alle porte.

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Una domenica di aprile ho deciso di uscire di casa e “perdermi” per la città, tra i vicoli rosa e stretti di Carmes, tra le piccole barche nei canali incorniciati dagli alberi. A soli due passi dal centro i bazar arabi di Arnaud Bernard e i giardini giapponesi di Compans Caffarelli, dove la natura avvolgeva tutto con i suoi profumi e colori.

Di sera una birra e quattro chiacchiere con nuovi amici sulla riva della Garonna. Intanto il cielo si tingeva di rosa e il tramonto su Pont Neuf toglieva il fiato.

Poi è arrivata prepotente l’estate e Toulouse è esplosa di colori e di vita

Artisti di strada nei vicoli del centro, i tavolini dei bar –Tapas si riempiono di francesi, spagnoli, portoghesi, tedeschi…Nelle calde notti d’estate Rio Loco fa danzare Toulouse a ritmi africani, latini, occitani, balcanici.

Sorrido, finalmente sono a casa!

Amo la sensazione di avere diverse case, diversi luoghi a cui appartenere per un periodo più o meno lungo della mia vita e dove scoprire e ri-scoprire me stessa. In Umbria ci sono le mie radici, la mia famiglia, l’inizio della mia storia, i luoghi da cui ho sentito il bisogno di allontanarmi per crescere e nei quali sentirò sempre il bisogno di tornare perché ad essi unita da un legame indissolubile. A Toulouse il mio presente, la persona che sono oggi, più determinata e sicura di sé. Il futuro chissà dove mi porterà…

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Marta Mazzola, Italienne

Bénévole, La Caravane des Langues

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